Manifesto della Web Activists Comunity  – WAC

Siamo persone diverse, di paesi diversi, con culture diverse, con storie individuali  diverse, con idee diverse tra di loro, in molti sensi (addirittura/talvolta) contrastanti.

Il progetto di una Comunità di attivisti del Web non prevede l’annullamento o l’eliminazione di questa (immensa/straordinaria/feconda) somma di diversità.

(Ma) Siamo tutti convinti che è in corso una grave crisi mondiale, che potrebbe essere catastrofica per il genere umano, per la Natura, per la pace.

Siamo immersi nei segnali di una generale isteria, basata sulla menzogna. Un’isteria che rappresenta il mondo in forma distorta e ingannevole.

Portatore di questa isteria è il mainstream, cioè l’insieme dei media dei “proprietari/padroni universali”. Se abbiamo deciso di essere web activists è perché siamo e vogliamo opporci alla disinformazione, al silenzio, alla deformazione dei fatti.

Siamo individui singoli, ciascuno dei quali ha un seguito più o meno vasto di lettori o spettatori.  La nostra influenza, in quanto singoli operatori della comunicazione,  è tuttavia limitata, rispetto alla potenza di fuoco dei grandi canali tv, dei grandi giornali, dei motori di ricerca. Noi non disponiamo dei “metadata”.

Restando singoli e isolati non è possibile contrapporsi efficacemente alla disinformazione e manipolazione, che hanno assunto dimensioni planetarie.

Ma, unendo i nostri sforzi là dove è possibile, noi possiamo, tutti insieme,  diventare  una forza collettiva  non trascurabile.  Esiste, in fortissima crescita,  un immenso e variegato “pubblico” che non crede più al mainstream, ed è interessato a conoscere la verità. Questo pubblico è la forza che possiamo mettere in campo.

Nessuno di noi intende rinunciare a se stesso, alle proprie idee, alle proprie ricerche, ai propri valori. al proprio metodo, al proprio linguaggio.  Ma la crisi mondiale che è di fronte a noi impone a ciascuno la necessità di guardarla/osservarla dai mille punti di vista che sono necessari per comprenderla e fronteggiarla.

Perché ciò avvenga vogliamo creare un “minimo comune multiplo”. Esso non riguarderà i “contenuti” dei nostri messaggi,  bensì la forza comune  della pluralità dei punti di vista.  Poi, insieme potremo definire i temi che concernono la sopravvivenza del genere umano, la pace, la coesistenza, i diritti fondamentali della libertà e della sovranità dei popoli.

(19 aprile 2017).